Scienza

Che cos'è la frequenza di Schumann?

La frequenza di Schumann è un fenomeno di risonanza geomagnetica presente sul nostro pianeta dalla notte dei tempi. Si tratta di onde elettromagnetiche permanenti che si formano in continuazione con una determinata frequenza costante lungo la superficie terrestre. Ogni scarica di energia nella cavità di risonanza fra la ionosfera e la superficie terrestre, ovvero ogni comune fulmine, produce anche onde radio, con lo scopo di fornire l’energia affinché vengano mantenute tali risonanze. La frequenza di Schumann trae il suo nome dal fisico tedesco W. O. Schumann (1888 - 1972), il quale aveva inizialmente previsto l’esistenza di tale frequenza in base a ragionamenti teorici (Schumann 1952). Poco tempo dopo, insieme a Herber L. König, ha avuto la possibilità di rilevare il valore di tale frequenza, dimostrandone così l’esistenza (Schumann & König 1954). La frequenza rilevata (la frequenza fondamentale di un intero spettro di frequenze della risonanza) risultava corrispondere esattamente a quella prevista, ovvero 7,83 Hertz e da allora viene anche chiamato “battito” della terra.

Oggi si ritiene che nel processo di evoluzione degli esseri viventi abbia avuto luogo un lento adattamento alle onde geomagnetiche prevalenti, permettendo in questo modo la nascita di una stretta simbiosi fra campo geomagnetico e il comportamento nonché il benessere degli esseri viventi sulla terra (Funk, Monsees & Özkuzur 2009). Questo non significa altro che la frequenza fondamentale di 7,83 Hz è presente da quando sulla terra esiste la ionosfera, permettendo a tutti gli esseri viventi di usufruirne come frequenza di riferimento per una serie funzioni fisiologiche (Aschoff 1954, Glass 2001). Si può quindi pensare alla frequenza di Schumann come un cristallo al quarzo in un computer o in un orologio, che svolge i compiti ottenuti dal segnale.

Che cosa fa la frequenza di Schumann?

Studi neurobiologici hanno dimostrato che la frequenza fondamentale dell’ippocampo, un importante sezione del cervello umano, è collocata nell’ambito della frequenza di Schumann (O’Keefe & Nadel 1978). La frequenza di 7,83 Hz rilevata è stata definita, in maniera indipendente dalla NASA, dal prof. R. Wever e dal biofisico Dr. W. Ludwig come “norma biologica” a cui l’essere umano e molti animali non possono rinunciare.

Il prof. Michael Persinger, che ha effettuato le ricerche per conto della NASA, è stato il primo a riconoscere come l’assenza della frequenza di Schumann al di fuori della ionosfera causasse problemi fisiologici agli astronauti durante i primi voli nello spazio e che ciò si potesse risolvere solamente con l’installazione di generatori Schumann studiati appositamente (Persinger 1967). Il professor Rütger Wever del Max-Planck-Institut ha condotto degli esperimenti con l’ausilio di volontari che per un mese hanno dovuto vivere in un bunker magneticamente isolato. Sono emerse sostanziali modifiche dei ritmi circadiani, una sorta di “orologio interiore” dell’organismo, e contestualmente si è verificata una vistosa destabilizzazione del ritmo sonno-veglia, della variazione diurna della temperatura corporea, nonché del livello di cortisone nel sangue. Non appena le persone che hanno partecipato all’esperimento hanno iniziato nuovamente a vivere in condizioni normali, tali disturbi svanivano. Il prof. Wever, tuttavia, ha ottenuto lo stesso effetto positivo installando un generatore Schumann nel bunker (Wever 1968).

Fig. 1: Rilevamento del campo elettrico verticale vicino a Kingston,
Rhode Island, USA; risonanze Schumann da 1 a 5 (secondo Polk 1982)

Su quale meccanismo agisce la frequenza di Schumann?

Studi scientifici condotti presso il California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, USA, hanno dimostrato che il campo magnetico terrestre ha un’influenza sul nostro cervello. È stata dimostrata la presenza di cristalli di magnetite (Fe3O4) nel cervello umano, i quali funzionano come antenne magnetiche attraverso le quali il cervello rileva il campo magnetico terrestre. Un team di ricercatori americani ha potuto rilevare come tali cristalli siano presenti in gran numero nel cervello umano (Kirschvink, Kobayashi-Kirschvink & Woodford 1992). Magneti biologici simili sono stati riscontrati anche in una serie di diversi esseri viventi. La magnetite, un minerale ferroso, reagisce ad un campo magnetico esterno con una forza di oltre un milione di volte maggiore rispetto a qualsiasi altro materiale biologico. I cristalli di magnetite in qualità di “antenne” sono in grado di ricevere e reagire anche a segnali relativamente deboli.

Cosa può rendere fisiologicamente inefficace la frequenza di Schumann?

Attraverso l’enorme tecnicizzazione (elettrosmog) e il crescente utilizzo di telefoni cellulari, WLAN, Bluetooth, radio ecc, la frequenza di Schumann viene sempre più ad accavallarsi ad altre vibrazioni. Per questo motivo, il nostro organismo è sempre meno in grado di ricevere queste frequenze naturali terrestri, con la conseguenza che le funzioni vitali sembrerebbero essere sempre più sfasate (Hecht 2011, Mulligan & Persinger 2012), similmente a quanto accadde ai primi astronauti alla conquista dello spazio e a quanto risulta dimostrato per quanto riguarda i disturbi astronomici sulla terra, come per esempio le tempeste solari (Cherry 2002).

Come agisce GENII®

GENII® parte proprio da questo principio: è un generatore elettromagnetico di onde nell’ambito delle biofrequenze a batterie. GENII® produce, sulla base delle onde di Schumann, frequenze elettromagnetiche basse con diversi modelli di frequenza sviluppati in decenni di ricerche. Perciò, GENII® viene ad assumere un po’ la posizione di un dirigente d’orchestra che, con la sua bacchetta, detta i ritmi per una corretta sincronizzazione di tutte le funzioni vitali dell’organismo. L’utente di GENII® può affrontare quindi con meno ostacoli i fattori ambientali negativi come lo stress e il sovraffaticamento. Gli impulsi continui contribuiscono ad un miglioramento delle prestazioni e a una rigenerazione più veloce nella vita quotidiana. Molto importante in questo senso è lo studio sopra menzionato di O’Keefe e Nadel (1978), i quali hanno dimostrato come le frequenze nell’ambito della risonanza di Schumann (7,83 Hz) si verifichino nell’ippocampo. Quest’area del cervello, presente in tutti i mammiferi, è di importanza fondamentale per tutti i processi relativi all’attenzione, alla concentrazione e all’apprendimento. L’utente può scegliere fra tre programmi di base, uno attivante, uno stabilizzante e uno rilassante. Le diverse frequenze, l’intensità e la forma dei campi elettromagnetici creati in GENII® sono stati sviluppati e testati in oltre 50 anni di lavoro empirico in collaborazione con diversi medici e istituti rinomati, ottimizzandoli in base alle necessità dell’organismo umano.

Effetti positivi attribuibili alla risonanza di Schumann sull’organismo umano dimostrati:

  • miglioramento del sonno e maggiore benessere attraverso la stabilizzazione dei ritmi circadiani (Wever 1973, Cherry 2002)
  • miglioramento della struttura ossea attraverso la stimolazione degli osteoblasti (Aaron & Ciombor 1996)
  • miglioramento della difesa immunitaria (Liebermann et al. 2001)
  • normalizzazione della pressione sanguigna (Mitsutake et al. 2005)
  • aumento della variabilità della frequenza cardiaca (Lyskov et al. 2001)
  • alleviamento della sensibilità al dolore (Eccles 2005)
  • miglioramento delle prestazioni mnemoniche attraverso la stimolazione dell’ippocampo (O’Keefe & Nadel 1978)
  • miglioramento delle prestazioni mentali attraverso la sincronizzazione dei ritmi neuronali (Rutishauser et al. 2010, Mulligan & Persinger 2012)